Quarto appuntamento del Guido d’Arezzo Chamber Festival 2015 | Orchestra Sinfonica Guido d’Arezzo

Con il concerto dei maestri Alberto CappielloMatteo Andreini  (Palazzo del Seminario di Arezzo, Mercoledì 2 settembre 2015, ore 21,15) si avvia alla conclusione il Chamber Festival 2015 organizzato dall’Orchestra Sinfonica Guido d’Arezzo, siamo infatti al quarto dei cinque appuntamenti in programma. L’evento ha offerto al pubblico aretino serate bellissime, grazie alla professionalità degli orchestrali abilmente diretti dal M° Stefano Pagliani e da affermati maestri come il pianista Maurizio Maretta, Matteo Andreini e Giovanni Renzo, violinisti come Luca Blasio ed il cornista Alberto Cappiello che ascolteremo questa sera assieme a Matteo Andreini in un affascinante programma. Di Franz Strauss (1822-1905) verranno eseguiti il Concerto per corno e orchestra, trascrizione per pianoforte e il  Notturno per corno e pianoforte. Mentre di Richard Strauss (1864-1949) sarà eseguito il Concerto n. 2 per corno e orchestra, trascrizione per pianoforte. I due brani di Franz Strauss sono fra i più belli del compositore bavarese di cui i grandi di allora (e di sempre) come Richard Wagner, dicevano “Questo Strauss è un compagno insopportabile, ma quando soffia il suo corno non è possibile tenergli il broncio”. Avremo l’occasione, grazie alla professionalità dei maestri Cappiello ed Andreini, di apprezzare il suo metodo di fare musica basato sull’attenzione posta a sottolineare la qualità del tono. Il grande pubblico conosce di Richard Strauss soprattutto i grandi poemi sinfonici e le sue opere liriche un po’ meno le altre opere che invece meritano particolare attenzione come il brano che viene proposto questa sera. Fu composto nel 1942, quindi appartiene all’ultimo periodo creativo del grande maestro, periodo in cui si evidenzia un ritorno al neoclassicismo un po’ manieristico e tonale, ma rivisto spesso in chiave critica. Tutto da gustare. Lunedì, come noto, si è tenuta la serata dedicata a due fra i più deliziosi intermezzi lirici del vasto panorama della musica italiana: Il Maestro di Cappella di Domenico Cimarosa e la Serva Padrona di Giovan Battista Pergolesi.
Il baritono Giorgio Gatti e la soprano Cinzia Centonza sono stati bravissimi e non solo nel ruolo di cantanti, ma anche nella padronanza scenica così da creare un perfetto feeling con il pubblico. Non da meno Uberto Kovacevich nel ruolo di Vespone e di regista ne La Serva Padrona. L’orchestra Guido d’Arezzo diretta dal M° Stefano Pagliani ha gareggiato in bravura con il cast dei cantanti. A fronte di tanta bellezza e bravura si deve rimarcare e con sommo dispiacere, la scarsa affluenza di pubblico. Non si tratta di mancata informazione o d’ingressi esosi, le cause sono purtroppo altre  e non tutte note e dovrebbero essere approfondite, ma questa, per il momento, non è la sede.

PP