La Boheme al Circolo Artistico di Arezzo, un vero successo!

La Boheme di G. Puccini fu rappresentata per la prima volta il 1° febbraio 1896 al Regio di Torino, da allora il capolavoro indiscusso di Puccini per l’intenso lirismo melodico, l’armonia originale e raffinata ed il timbro strumentale, è stata rappresentata in tutti i teatri del mondo, sempre con grande successo.
E grande e meritato successo ha ottenuto l’esecuzione, in forma semiscenica, eseguita dall’Orchestra sinfonica Guido d’Arezzo diretta dal M° Stefano Pagliani, martedì 29 luglio, nel Salone delle Feste del Circolo Artistico di Arezzo (gc).
Un eccellente cast internazionale di cantanti ha completato il quadro musicale offrendo al numeroso pubblico presente una serata di altissimo livello alla pari con i teatri più famosi. Le giuste perplessità avanzate dai soliti esperti sulle qualità acustiche del salone del Circolo Artistico non hanno fortunatamente trovato riscontro grazie all’abilità del M° Pagliani che ha saputo realizzare un’intesa armonica perfetta fra musicisti, cantanti ed il pubblico, anche attraverso un inconsueto posizionamento dell’organico orchestrale ed il “contatto” dei cantanti con il pubblico.
Se l’orchestra ha saputo dare il meglio di se stessa altrettanto hanno saputo fare i cantanti. Il soprano, Fulvia Mastrobuono, facilitata non solo dalla bellissima voce, ma anche dalla grazia del suo aspetto, ha impersonato una “vera” Mimì, vera sotto tutti gli aspetti, amante, innamorata, ammalata, sfortunata, cosciente del suo stato, ecc. ottenendo il massimo coinvolgimento dei presenti in un religioso silenzio: e gli applausi?, tanti! tutti meritatissimi.
Il tenore Claudio Rocchi Molto, nella parte di Rodolfo è stato un meraviglioso comprimario, innamorato, geloso e speranzoso fino alla fine. Molto applauditi i due principali duetti “O soave fanciulla” e lo struggente “Sono andati, fingevo di dormire”.
Il personaggio di Musetta ha trovato una perfetta interpretazione anche recitativa, nel soprano russo Natalia Chasovitina, che ha ben saputo utilizzare le sue doti vocali e di bellezza e di temperamento. Il coreano Junsik Jung, ottimo baritono, ha interpretato in modo ineccepibile il pittore Marcello in tutta la sua esuberanza di giovane artista in cerca di successo e di innamorato della “vivace” Musetta, ma anche di fedele amico di Rodolfo nei momenti di gioia e di dolore. Infine, ma non ultimo, il basso polacco Piotr Wolosz, che ha brillantemente completato il gruppo con la sua voce profonda e di timbro elevato, ma anche capace di “accarezzare” la “Vecchia zimarra” come se fosse il viso della sua amata.
In conclusione, una bella edizione de La Boheme da ricordare con piacere.